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02 gennaio 2003

Metal Wave_Welcome

Scum «Welcome» (2003)

Che dire di questo disco presentato dalla vissuta band grossetana degli Scum… Veramente valido!
Leggendo tra le righe della loro biografia ho potuto notare una frase che mi è rimasta impressa: ‘suonare per divertirsi o per cercare di fare qualcosa in più?’
A quanto pare quest’idea è stata portata avanti nel migliori dei modi nonostante la band abbia dovuto affrontare cambi di formazione, talvolta dolorosi che però sono serviti, per quanto si può ascoltare in Welcome a far maturare un ottimo sound, che varia stilisticamente parlando dal death più tecnico ad un thrash metal come pochi ne sanno fare.
Il disco si presenta bene anche per quanto riguarda il mixaggio dei suoni, chiari e concisi…
Analizzando la prima track ‘xxx’ posso notare subito un bell’attacco dove chiaramente si sentono le influenze
date dai Meshuggah e forse un po anche dai Testament per quanto riguarda qualche riff. La cosa che risulta straordinaria è come questi ragazzi siano incastrati perfettamente tra di loro e sappiano eseguire anche parti melodiche con un’ottima tecnica per poi ritornare in passaggi più duri e distorti…
‘Alone’ la seconda traccia è esplosiva come poche ne ho sentite da gruppi tricolore. Controtempi intervallati da cavalcate epocali, riffs degni di essere ascoltati più e più volte…Che dire sono veramente contento di poter recensire un così bel gruppo. Sarebbe inutile cercare di spiegare su carta la magia presente in ogni traccia di ‘Welcome’ ma cercherò lo stesso di essere il più chiaro possibile.
Terza traccia, ‘Wich God’… Voi Scum mi farete venire una paresi al collo data la mole di headbanging che sto facendo…
Energica, tecnica, piena di se stessa e della sua potenza,un doppio pedale che martoria le pelli della cassa, basso, chitarra e voce incisivi ‘come un taglierino su carne’
Invertendo il detto, ‘e dopo la tempesta la quiete…’ Tutto si fa più tranquillo le mazzate di doppio pedale diventano raffinati tocchi su piatti,la chitarra e il basso prendono magicamente voce propria seguendo melodie che in seguito vengono interrotte a freddo da una tecnica stop and go veramente efficace per poi finire con una cavalcata eccezionale che questi ragazzi ci regalano.
Thrash, thrash, thrash!!!’My own silence’, quarta traccia cattivissima in cui si mette subito in evidenza
una voce veramente possente che regge il gioco benissimo a delle controtempate che si sviluppano lungo il corso della canzone.
Mai noiosa,sempre originale e su di giri questa song in cui è presente anche un assolo chitarristico degno di nota
Stupenda ‘I’ll say tomorrow’ ballad con cui si chiude il disco
Dolce e melodica all’inizio, hiper energica nel mezzo e alla fine stabilizzata su un assolo melodico che ‘fa paura’ per quanto è bello.
Ottimo, il prodotto degli Scum una band che spero di vedere presto in live e di veder crescere sempre di più.
Continuate così ragazzi siete veramente bravi!

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