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10 settembre 2017

Metal.it – Humana

Terzo disco sulla lunga distanza per gli Scum che finalmente, a dieci anni di distanza dall’esordio “Re-Evolution“, ottengono il supporto di un’etichetta decisamente propositiva come la Sliptrick Records, dando alle stampe questo nuovissimo “Humana“, che proprio nuovissimo non è essendo uscito sul finire del 2016 ma in ogni caso non potevamo perderci l’appuntamento con il death/thrash degli Scum, dato che il lavoro in questione è senza dubbio non solo il loro lavoro più maturo ma anche molto valido anche da una visione più ampia e distante.

La qualità principale di “Humana” è quella di aver saputo mediare in maniera assai equlibrata le componenti da cui gli Scum attingono per il loro songwriting, pur suonando molto moderni come sound ed attitudine non affondano pienamente le radici nel djent più spinto ed al contempo il rifframa thrash su cui poggiano le loro composizioni è slegato dagli stilemi old-school che male si sarebbero amalgamati con le ambientazioni oppressive e claustrofobiche, talvolta quasi horror, in cui si addentrano i nostri.

L’album è una rasoiata, mezz’ora scarsa, ma anche per questo letale e di sicuro impatto, tra mid-tempos devastanti (per il nostro collo ahimè ormai non più di primo pelo), assoli lancinanti che spesso si fanno degustare grazie al loro flavour di scuola classica (vedi il gentile adornamento di “Collapsed“, uno dei migliori brani del lotto) e l’indubbia capacità vocale del singer Carlo Settembrini, decisamente a proprio agio nel suo growl scartavetrato da tutte le riflessioni più basse e gutturali, in modo anch’esso di risultare più aggressivo e contemporaneo.

The Synods Burning” è un ottimo compendio della capacità artistica degli Scum, un brano che fa del groove e della “rotondità” la sua grande virtù, inframezzata da furiose accelerazion, un pizzico di melodia nel chorus (ma proprio poca eh…) e di nuovo grande gusto nei solos, architettati dal muro a tre chitarre che il sestetto porta in campo: i primi Meshuggah rimarranno sempre, anche a causa della loro importanza storica, un nome di rilievo per inquadrare gli Scum che tuttavia con “Humana” dimostrano pienamente di saper camminare con le proprie gambe e di aver acquisito una stabilità ed una personalità tali da potersi scrollare di dosso ogni derivazione filiare; decisamente interessante in questo senso anche la conclusiva title-track che ci presenta una band che va ad osare, a cambiare approccio, anche vocalmente, ed il risultato è eccellente, facendoci eleggere in tal modo l’epitaffio del disco come momento migliore.

Per concludere segnaliamo la produzione letteralmente perfetta, ottenuta presso i romani 16th Cellar Studios di Stefano Morabito, che va ad esaltare quanto già di ottima fattura.

E’ giunto il momento di spiccare il volo.

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Entropic 1.0 // Entropic 1.0 (EP)
  1. Entropic 1.0 // Entropic 1.0 (EP)
  2. Becoming Heavier // Entropic 1.0 (EP)
  3. Mental Delay // Entropic 1.0 (EP)