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07 ottobre 2005

Metal Italia_Welcome

SCUM (ITA) – Welcome

Gli Scum sono una nuova interessante realtà del metallo tricolore, che si impongono alla nostra attenzione grazie a questo “Welcome”, primo ‘vero’ parto discografico (seppur autoprodotto) dopo una serie di tre demo, e ci propongono un’interessante mistura tra sonorità alla Pantera (“Cowboys From Hell”, “Vulgar Display Of Power” era), un pizzico di sonorità tipiche della Bay Area (qua e là si sentono echi dei Testament), parecchia melodia (che fa sovente da break alle parti più groovy dei pezzi) e intermezzi acustici; da sottolineare ancora una volta, a ricordare ulteriormente che in Italia la situazione nell’underground è molto cambiata, le capacità tecniche del gruppo, che ci presenta un lavoro preciso (incentivato dalla buona produzione), puntuale e accentuato dalla buona dose di tecnica infusa nei pezzi.

 

Passiamo allora all’analisi dei pezzi, che si pongono tutti su ottimi livelli: apre l’opener “Xxx”, forse il pezzo più groovy del disco, dove abbiamo immediatamente l’opportunità di ascoltare l’ottimo lavoro svolto agli strumenti dalla band (ed in particolare del singer Leonardo, veramente degno del miglior Phil Anselmo); si passa poi ad “Alone”, pezzo davveroeccellente che ricalca gli stilemi dell’opener, ed alla successiva “Which God”, dove gli Scum ci presentano un approccio un po’ più moderno, ma impreziosito da uno stupendo assolo (quest’ultimo di ispirazione classica) e da una parte di chitarra acustica che sfocia poi in un’armonizzazione semplicemente grandiosa, prima che Leonardo riprenda a declamare, con voce furente, la personale ammenda del gruppo sul tema religioso. Un breve arpeggio introduce la successiva “My Own Silence”, che poi sfocia nel consueto pezzo groovy alla Pantera (anche se questa volta si nota, tra le battute, un approccio un po’ più vecchio stampo); chiude la spiazzante “I’ll Say Tomorrow”, per certi versi il miglior pezzo del disco, una clamorosa ballad acustica (poi sfociante nella classica parte elettrica) che ammalia con la bellezza delle sue melodie e che costringe l’ascoltatore, dopo anche un solo fugace ascolto, a trovarsi a ripetere: “I’ll say tomorrow… today is not the day… i’ll say tomorrow… this is my life with my pain”. Ragazzi, questo è un demo che dovete avere a tutti i costi: da parte mia vivissimi complimenti agli Scum, che hanno realizzato qualcosa di veramente eccezionale (non vedo l’ora di avere tra le mani un altro vostro disco!), e da parte vostra dedizione alla causa; su, tirate fuori il portafogli e invece di andare a comprare l’ultimo disco del momento, che dopo un mese già si perderà nei più remoti anfratti del vostro porta-cd, datevi da fare per procurarvi “Welcome”; credeteci, ne vale davvero la pena.

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